ROSA NEL PUGNO

La Rosa nel Pugno è una formazione politica italiana nata il 17 novembre 2005, sulla base di un progetto di ispirazione radical-socialista siglato tra Socialisti Democratici Italiani e Radicali Italiani. Hanno aderito al progetto anche la Federazione dei Giovani Socialisti, la Associazione Luca Coscioni e personalità indipendenti di orientamento laico-socialista e riformista. Il progetto nasce come federazione fra questi partiti ed associazioni e compie il suo debutto ufficiale in occasione delle elezioni politiche del 2006, all'interno della coalizione di centro-sinistra denominata L'Unione. La Rosa nel Pugno si schiera sulle posizioni del socialismo liberale, sostenendo una visione molto marcata della laicità dello Stato. Il gruppo della RnP nel Parlamento italiano conta su 18 deputati (tra Socialisti e Radicali).

Il progetto radical-socialista

Già in vista delle elezioni regionali del 2005, i Radicali - che si sono sempre mantenuti fuori dalle due coalizioni della politica italiana - chiedono "ospitalità" ad entrambi i poli per presentare delle liste nel nome di Luca Coscioni. Il tentativo non trova riscontri soprattutto per l'opposizione manifestata dai cattolici di entrambi gli schieramenti, che contestano la matrice libertaria, e dalla sinistra che si oppone alla ricetta economica liberista e del filo-atlantismo adottati dai primi Anni '90. Così il partito non presenta liste alle regionali (ma dei radicali sono "ospitati" dallo SDI in Abruzzo) e preferisce dedicarsi alla campagna elettorale per i referendum sulla fecondazione assistita, in programma due mesi più tardi: in questa occasione ha l'opportunità di stringere rapporti con lo SDI, in cui trova un alleato fondamentale nella campagna per il Sì. Nonostante la sconfitta referendaria, SDI e Radicali Italiani avviano dunque una forma di collaborazione: si ritrovano insieme sui temi cruciali e decidono di creare una nuova forza laica, socialista, radicale e liberale, nel nome di "Fortuna, Blair e Zapatero". La prima convention costitutiva si tiene nel settembre 2005 a Fiuggi, siglando il progetto di un soggetto socialista e radicale sul modello spagnolo. L'iniziativa è organizzata dallo SDI e da Radicali Italiani, in collaborazione con l'Associazione Luca Coscioni e i giovani della Fgs. L'obiettivo, come spiegano fonti della convention, è quello di:

 
«[...] fornire un concreto contributo al progetto riformista, consolidare le basi di un accordo in vista delle prossime elezioni politiche e formulare una serie di proposte da discutere nella prossima legislatura»
   

Aperto placet all'iniziativa proviene da Enrico Boselli e Marco Pannella. Nel marzo 2006 un gruppo di radicali però lascia il partito, in aperto contrasto con la scelta di Pannella e fondano i Radicali Europei, che però non riescono a presentare la propria lista alle elezioni politiche per mancanza di firme. Intanto il Nuovo PSI convoca il suo congresso straordinario, per decidere o meno l'abbandono della Casa delle Libertà: si contrappongono due mozioni in uno scenario convulso che mette in dubbio la validità del congresso. Lo scontro, non privo di elementi drammatici, è fra Gianni De Michelis e Bobo Craxi: il primo chiede in sostanza di posporre un'eventuale adesione al progetto radical-socialista, preferendo comunque mantenere un dialogo più aperto con lo SDI; il secondo chiede di ritenere sciolto l'accordo con la CdL e di confluire nel nuovo soggetto e, dunque, nell'alleanza di centrosinistra. Al termine del congresso, avviene una scissione nel Nuovo PSI. Gianni De Michelis e la maggioranza del partito decidono di rimanere all'interno della CdL e, successivamente, di presentarsi alle elezioni di Aprile 2006 con una lista unica insieme alla Nuova Dc di Gianfranco Rotondi. Bobo Craxi e i suoi seguaci abbandonano invece il partito. Alla scissione segue una lunga lotta sulla proprietà del simbolo del Nuovo PSI, ma soprattutto un inaspettato ripensamento da parte di Bobo Craxi riguardo la Rosa nel Pugno: il leader socialista infatti chiede di realizzare prima l'unità socialista con lo SDI e poi, eventualmente, di raggiungere un accordo elettorale con Radicali Italiani. La proposta non viene accolta e Craxi fonda un suo proprio movimento (I Socialisti, che comunque appoggia L'Unione) e poi accetta di candidarsi nelle liste dei DS in Lombardia. Le scelte di Bobo Craxi e Gianni De Michelis vengono contestate da diversi esponenti tra cui Donato Robilotta che con il gruppo Socialisti Riformisti aderisce alla Rosa nel pugno.

Sdi e Radicali a congresso: le linee guida

La decisione di scegliere la Rosa nel pugno come simbolo del nuovo progetto radical-socialista arriva nel corso del congresso dei Radicali Italiani dal segretario Daniele Capezzone e viene accolta con favore da Enrico Boselli e dal congresso dello SDI, perché la rosa rappresenta uno dei simboli socialisti per eccellenza. Intanto, Boselli si fa promotore presso i vertici de L'Unione affinché si aprano le porte ai Radicali, esortando a considerarli d'ora in poi come un tutt'uno con i socialisti:

 
«Qualsiasi ulteriore pregiudizio sarebbe rivolto non solo contro i radicali ma anche contro i socialisti. Con le altre forze del centrosinistra vogliamo discutere del programma. Ai radicali devono essere spalancate le porte di tutte le commissioni che a questo scopo si sono insediate e hanno cominciato il proprio lavoro.»
   
  • Linee guida dello Sdi: scuola pubblica e superamento del Concordato. Lo SDI assume, di fatto, una nuova linea: il primo passo, infatti, è quello di chiedere il "superamento" del Concordato stipulato fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. Boselli ritiene inaccettabili le ingerenze della Conferenza Episcopale Italiana sulla politica interna, con riferimento probabilmente all'ultimo referendum sulla fecondazione assistita, quando la Chiesa invitò all'astensione. Il tema centrale per lo SDI è comunque quello dell'istruzione e formazione, individuati come i settori su cui investire il massimo delle risorse e delle attenzioni per lo sviluppo del paese, con una decisa presa di posizione a difesa della scuola pubblica secondo il dettato della Costituzione.
  • Linee guida dei Radicali: droga, pacs e ordini professionali. Obiettivi dei Radicali sono: trasformare i Pacs (Patti Civili di Solidarietà) in legge dello Stato, "per cancellare discriminazioni odiose e assicurare pari dignità e protezione alle scelte di milioni di donne e di uomini, omosessuali come eterosessuali"; cambiare rotta sulle politiche in materia di droghe, "per cancellare le norme troppo proibizioniste"; abolire gli ordini professionali, o almeno larga parte di essi, "per spazzare i privilegi di pochi".

Il simbolo della Rosa nel pugno viene presentato ufficialmente il 17 novembre 2005 presso la Residenza Ripetta di Roma. Il nuovo soggetto politico è stato dotato di organismi direttivi provvisori. Della segreteria nazionale entrano a far parte Emma Bonino, Enrico Boselli, Daniele Capezzone, Marco Cappato, Ugo Intini, Cesare Marini, Marco Pannella, Roberto Villetti. La direzione nazionale è costituita da 45 membri, fra cui Ottaviano Del Turco, Pia Locatelli e Claudio Signorile. Ne faceva parte anche Luca Coscioni, deceduto il 20 febbraio 2006.

La campagna elettorale

 

Sull'incertezza del rapporto fra Rosa nel Pugno e coalizione di centrosinistra scrivono undici componenti del direttivo DS, tra cui Lanfranco Turci, Cesare Salvi e Fabio Mussi in una lettera aperta a Piero Fassino e Massimo D'Alema su L'Unità del 7 gennaio 2006:

 
«Sentiamo il dovere di richiamare l'attenzione della direzione anche su un altro argomento, su cui avvertiamo l'esigenza di una svolta urgente nostra e di tutta L'Unione. Ci riferiamo al rapporto con il nuovo soggetto politico della Rosa nel pugno. Nei confronti di questo soggetto politico c'è un'insofferenza che traspare dagli atteggiamenti e soprattutto dai silenzi di tutti i membri dell'Unione e del suo leader Romano Prodi»
   

Solo alla fine di gennaio, infatti, la Rosa nel pugno partecipa ufficialmente ad un vertice de L'Unione, celebrando il suo ingresso "ufficiale" nella coalizione, con tanto di riconoscimento da parte del leader Prodi. Contemporaneamente, nasce il problema della nuova legge elettorale che reintroduce il sistema proporzionale puro (abbandonato nel 1994). La Rosa nel pugno ostacola fortemente la nuova legge, a causa dell'obbligo previsto dalla stessa per tutte le nuove formazioni politiche (o comunque quelle che si presentano con un nuovo simbolo) a raccogliere circa 180.000 firme per presentare le proprie liste di candidati per il Parlamento. Liste che, inoltre, vanno presentate almeno 30 giorni prima rispetto alle altre formazioni politiche. I parlamentari della Rosa nel Pugno (ovvero dello SDI che hanno acconsentito a mutare denominazione in Parlamento) ed altri esponenti della sinistra cercano di emendare la legge prima della definitiva approvazione, mentre Marco Pannella inizia uno sciopero della fame e della sete. La nuova legge viene tuttavia approvata il 1° febbraio senza le modifiche proposte.

I rapporti con L'Unione

Il 9 febbraio 2006 la Rosa nel pugno, rappresentata da Emma Bonino, abbandona il tavolo programmatico de L'Unione a Roma in piazza SS. Apostoli perché vengono escluse dal programma tutte e quattro le proposte avanzate dalla Rosa nel Pugno: una presa di posizione più netta sui Pacs, l'abolizione del finanziamento pubblico alle scuole private e confessionali, il salario minimo garantito per gli inoccupati, l'abolizione degli ordini professionali. La Rosa nel pugno non partecipa alla convention tenutasi al Teatro Piccolo Eliseo di Roma il 10 febbraio 2006, dove viene ufficialmente presentato il programma. Il 22 febbraio 2006 sottoscrive comunque il programma dell'Unione ma, contemporaneamente, presenta un documento autonomo, nel quale Sdi e Radicali Italiani mettono in chiaro che non hanno partecipato alla stesura del programma della coalizione. Nonostante la chiara scelta politica di campo e il sostegno alla candidatura di Romano Prodi a Presidente del Consiglio dei Ministri, nel corso della campagna elettorale si verificano alcune tensioni con i DS e la Margherita: i primi polemizzano per il passaggio alla Rosa nel Pugno di esponenti di primo piano come Lanfranco Turci, Biagio De Giovanni, Salvatore Buglio, Maurizio Mian e di altri esponenti a livello locale; con i secondi il confronto è sul tema della difesa della laicità.

Le elezioni politiche del 2006

Si svolgono le elezioni. Il centro-sinistra vince per poche decine di migliaia di voti alla Camera dei deputati, dove ottiene il 49,81% dei consensi contro il 49,74% della CdL. Al Senato, si rivela determinante il voto della circoscrizione Estero, che consente a L'Unione - pur avendo conseguito meno voti della Casa delle Libertà - di ottenere due seggi in più. La Rosa nel Pugno ottiene un risultato inferiore alle attese, essendo molto inferiore alla somma delle percentuali raccolte in passato da SDI e Radicali. Il raggruppamento ottiene il 2,6% alla Camera e il 2,5% al Senato (nel 2001, i Radicali da soli ottennero il 2,2% nella quota proporzionale). Il risultato della Camera permette comunque alla formazione di superare lo sbarramento nazionale del 2% e di vedersi eletti 18 deputati, tra cui i capofila Emma Bonino ed Enrico Boselli. La presidenza del gruppo viene affidata a Roberto Villetti. Al Senato la formazione radicalsocialista supera lo sbarramento regionale del 3% solo in Calabria ed in Umbria, regioni in cui lo sbarramento non garantisce tuttavia alcun eletto. Restano dunque fuori da Palazzo Madama i capofila Marco Pannella ed Ugo Intini. La Rosa nel Pugno ha comunque presentato ricorso presso la Corte di Cassazione, sostenendo che la legge elettorale non richiederebbe alcuno sbarramento qualora la coalizione abbia avuto accesso al premio di maggioranza regionale - previsto nei casi in cui una coalizione rimanga al di sotto del 55% dei voti validi complessivi.

La Rosa nel Pugno nel Governo Prodi

Nasce, intanto, il nuovo governo guidato da Romano Prodi, di cui la Rosa nel Pugno entra a far parte con una sua delegazione: l'unico ministro nominato è Emma Bonino, che assume le deleghe di Commercio Internazionale e Politiche Europee, dopo una sua discussa candidatura al Ministero della Difesa. Della delegazione di governo fanno parte inoltre Ugo Intini, viceministro agli Affari Esteri, Emidio Casula (sottosegretario alla Difesa), Tommaso Casillo (sottosegretario alle infrastrutture) e Raffaele Gentile (sottosegretario ai Trasporti).

Il V Congresso dei Radicali Italiani

Nei giorni 4, 5 e 6 novembre 2006 si svolse il V Congresso dei Radicali Italiani, che - oltre a mettere in rilievo lo scontro tra la vecchia guardia, fedele al leader maximo Marco Pannella e le giovani reclute, rappresentate dall'ex segretario del partito Daniele Capezzone - rese evidente la fine della esprienza della Rosa nel Pugno, già data per certa da molto tempo, ma ormai quasi ufficializzata dal dirigente socialista e capogruppo della RnP alla Camera dei Deputati Roberto Villetti durante il suo intervento al congresso radicale e perfino dal laeder della RnP e Presidente dell'Associazione PER la Rosa nel Pugno Lanfranco Turci. Anche quest'ultimo infatti, pur essendo capo della componente della RnP più incline alla continuaziuone del progetto radical-socialista, riconosce che la crisi della Rosa è in corso. Lo stesso Turci sottolinea che lo SDI si trova oggi di fronte ad un bivio: rafforzare l'area liberal-socialista italiana ristrutturando completamente il partito o confluire nel Partito democratico.

Valori

Questi sono alcuni punti del programma della Rosa nel Pugno:

  • Pacs. La proposta dell’Unione è troppo lacunosa e vaga: è sparito il concetto di coppia, e non c’è alcuna garanzia pubblicistica, che invece è assolutamente necessaria per assicurare alle coppie di fatto (omosessuali o eterosessuali) anche la reversibilità della pensione, l’eredità, la tutela in caso di separazione, e così via.
  • Divorzio breve. Semplificazione delle procedure e drastica riduzione dei tempi per l’ottenimento del divorzio.
  • Superamento del Concordato e dell'Otto per Mille. Non esiste paese occidentale in cui le gerarchie di una chiesa da una parte godano di straordinari privilegi (Concordato, esenzioni Ici, 8 per mille, insegnanti di religione scelti dal vescovo e pagati dallo Stato) e dall’altra intervengano a gamba tesa nel dibattito politico o addirittura nelle campagne elettorali.
  • Libertà di ricerca scientifica. Proseguire la battaglia di Luca Coscioni per la libertà di ricerca sulle cellule staminali embrionali, contro malattie devastanti.
  • Scuola pubblica. No al finanziamento delle scuole confessionali; abolizione del valore legale dei titoli di studio.
  • Aborto. Possibilità di ricorso all’aborto farmacologico (RU486); facilitazione dell’accesso ai metodi contraccettivi e alla pillola del giorno dopo.
  • Droga. Legalizzazione dei derivati della cannabis; sperimentazione della somministrazione controllata di eroina.
  • Eutanasia. Legalizzazione, regolamentazione e controllo della somministrazione, nei casi terminali, di farmaci contro il dolore anche se a elevato rischio. Interruzione del mantenimento artificiale in vita, nei casi di coma profondo e irreversibile, e comunque in quelli in cui non ci sia ulteriore aspettativa di vita che non sia puramente vegetativa: la scelta deve essere espressamente indicata in un apposito testamento biologico da prevedere per ogni cittadino.
  • Prostituzione. Legalizzazione e controllo, contro lo sfruttamento sessuale.
  • Amnistia. Ci vuole una amnistia, la più ampia possibile, per ridurre di almeno un terzo il carico processuale della Amministrazione della Giustizia perché essa possa, liberata da processi meno gravi, impegnarsi a concludere quelli più gravi. E’ necessario un indulto, di almeno due anni, per sgravare di un terzo il carico umano che - in tutte le sue componenti, detenuti, personale amministrativo e di custodia - soffre la condizione disastrosa delle prigioni. Responsabilità civile dei magistrati.
  • Promozione della democrazia. Impegno per il cambiamento in senso democratico di quei paesi del mondo che non garantiscono diritti umani e civili. Nascita di un Fondo Italiano per la Democrazia e di un'analoga struttura a livello europeo, sul modello della NED americana.

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