BUFERA SU SANTORO. MASTELLA: INTERVENGA LA RAI

ROMA - Rientro col botto ( e non è un modo di dire) di Michele Santoro. Il ritorno in video di «Anno Zero», segnato dalla polemica con Clemente Mastella, produce una schiuma polemica che arriva a lambire i vertici Rai. A chiamare direttamente in causa il direttore generale di Viale Mazzini Claudio Cappon e il presidente Claudio Petruccioli è proprio Mastella, protagonista di una lite in diretta con il conduttore nella puntata andata in onda giovedì.

MASTELLA ATTACCA - «La Rai - spiega il ministro - si deve porre
il problema di cosa significa fare il servizio pubblico, in termini anche pedagogici». Commentando l'episodio che lo ha indotto a lasciare la trasmissione dopo una vignetta di Vauro, Mastella imputa a Santoro una conduzione faziosa. «Mandare queste immagini, credo sia nei limiti della correttezza dell'etica professionale. Questo è il problema - afferma Mastella - che pongo al Direttore Generale e al Presidente della Rai, che devono intervenire, e alla commissione parlamentare di vigilanza». Poi l'affondo a Santoro: «Prendersela con la politica quando uno (come lui, ndr) guadagna quasi un milione di euro l'anno, è una cosa disonesta moralmente».

SANTORO NON CEDE - «Fazioso io? E di quale fazione sarei? Io e Travaglio siamo liberi, se qualcuno vuole dirci a quale fazione apparterremmo magari ci iscriviamo» replica ironicamente Santoro. Che non ci sta a recitare il «mea culpa». Anzi. «Non abbiamo nulla di cui discolparci, sono le solite accuse, i soliti giudizi, non mi debbo difendere rispetto all'opinione che Mastella ha di me. Piuttosto - aggiunge il giornalista - posso assicurare che non guadagno un milione di euro, e quindi spererei che l'azienda lo smentisca. O, in caso contrario, che mi desse i soldi che mi si attribuiscono». Per Santoro, che ribadisce di avere nella Rai «l'unica fonte di guadagno», è «assurdo che l'azienda mi lasci esposto a osservazioni di questo tenore. Sono mesi che sono sottoposto a questo tipo di attacchi e la Rai non dice nulla in merito. L'azienda deve invece difendere l'operato dei suoi dipendenti, oppure, se ci sono, contestare loro delle violazioni precise».

REAZIONI - Intanto da tutto o quasi l'arco parlamentare piovono critiche su Santoro. Il presidente della Commissione Vigilanza Rai, Mario Landolfi va giù pesante: «Il pubblico italiano, quello che paga il canone, ancora questo non riesce a capire - attacca l'esponente di An -: quando a parlare dagli schermi del servizio pubblico è il conduttore Santoro o l'onorevole Santoro». Sul punto insiste anche l'ulivista Giorgio Merlo, vicepresidente della stessa commissione: «Senza innescare alcun processo, mi riesce sempre più difficile comprendere qual è il ruolo di personaggi televisivi come Santoro quando conducono i loro programmi». In difesa di Santoro scende in campo il diessino Giuseppe Giulietti, anch'egli componente della Vigilanza Rai: «Ciascuno è libero di criticare le trasmissioni televisive, ma altra cosa sarebbe trasformare le critiche in un processo o in espulsioni dal servizio pubblico».
Spara
a zerocontro il giornalista Fabrizio Cicchitto di Forza Italia: «È l'arroganza di Santoro ad essere insopportabile. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al ministro Mastella». Usa gli stessi accenti il parlamentare della Margherita, Enzo Carra: «Più che una trasmissione è stato un processo per direttissima contro chiunque avesse qualcosa da obiettare alla ideologia del gay pride». Giuseppe Marinello del direttivo di Forza Italia invoca il boicottaggio di Anno Zero: «Suggerisco ai telespettatori moderati di rendere innocua tanta arroganza disertando la trasmissione di Santoro». Per il leader Udc Pier Ferdinando Casini la vicenda Annozero-Mastella dovrebbe suscitare nel leader dell'Udeur «seri dubbi sulla compatibilità del centro con una cultura che è l'antitesi di ciò che il centro pensa».


 
 
 
 
 
 
09 marzo 2007

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