OH BELLA CIAO!

Bella ciao è il più celebre canto partigiano italiano.
 

Storia

È ritenuta una canzone cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano durante la Resistenza, in piena seconda guerra mondiale, quando si combatteva contro le truppe fasciste e naziste: vi sono fonti che sostengono invece che le parole della canzone furono create appositamente per un Congresso dei "Partigiani della pace" a Praga, a guerra ampiamente finita. La musica viene fatta risalire alla melodia di un canto ottocentesco delle mondine padane, ma l'identificazione non è certa. In realtà questa canzone raggiunse una grande diffusione solo dopo la guerra, negli anni sessanta. In particolare, la sua diffusione si deve forse a Gaber, Monti e Margot, che la cantarono nella trasmissione televisiva "Canzoniere Minimo". Oggi è molto diffusa tra i movimenti di resistenza in tutto il mondo, dove è stata portata da molti militanti italiani (ad esempio è cantata da molte comunità zapatiste in Chiapas). Il testo si rifà alla canzone popolare centroitalica "Fior di tomba". La musica proviene da una più vecchia filastrocca per bambini, la quale si rifà a una canzone popolare chiamata "La ballata della bevanda soporifera". L'autore della lirica è ignoto.

Testo

      Questa mattina mi sono alzato,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      questa mattina mi sono alzato
      e ho trovato l'invasor.

      O partigiano, portami via,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      o partigiano, portami via,
      che mi sento di morir.

      E se muoio da partigiano
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e se muoio da partigiano
      tu mi devi seppellir.

      E seppellire lassù in montagna,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e seppellire lassù in montagna
      sotto l'ombra d'un bel fior.

      E le genti che passeranno,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      e le genti che passeranno
      e diranno: «O che bel fior!».

      È questo il fiore del partigiano,
      o bella ciao, bella ciao,
      bella ciao, ciao, ciao,
      è questo il fiore del partigiano,
      morto per la libertà.

 

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