Nacque in una agiata famiglia di
contadini
ebrei a
Janovka,
nella
provincia di Kherson
(Ucraina).
La sua data di nascita nel calendario gregoriano è il
7 novembre
– lo stesso giorno della
Rivoluzione d'ottobre
del
1917 (il
calendario giuliano venne abolito in
Russia
nel
1918).
Si avvicinò agli ambienti ed alle idee rivoluzionarie già
durante i suoi studi all'università di
Odessa.
Venne arrestato per la prima volta nel
1898
mentre lavorava come organizzatore per l'Unione
Operaia della Russia Meridionale.
Nel
1900
venne condannato a quattro anni di esilio in
Siberia.
Nel 1902 riuscì a fuggire dalla Siberia, prendendo il nome di
Trotsky da un ex-carceriere di
Odessa, e
raggiunse
Londra
per unirsi a
Vladimir Lenin,
all'epoca redattore capo del giornale Iskra (Scintilla), organo
del
Partito Social Democratico Russo dei
Lavoratori (PSDRL),
denominazione esatta Partito Operaio Socialista Democratico
Russo, sigla esatta dal russo POSDR. Partecipò al secondo
congresso del POSDR nell'estate
del
1903, e
nella disputa interna che divise il partito, si mise con i
Menscevichi
contro Lenin. Anche se la sua lealtà ai Menscevichi ebbe vita
breve, il danno alle sue relazioni con Lenin sarebbe durato per
i 14 anni successivi. Nel
1905
tornò in
Russia.
Il suo coinvolgimento nello
sciopero
generale di
ottobre,
con la presidenza del Soviet di
San Pietroburgo
e il suo appoggio alla rivolta armata, lo portarono all'arresto
e a una sentenza di esilio a vita. Nel gennaio del
1907
fuggì sulla strada per l'esilio e ancora una volta trovò la via
di Londra, dove partecipò al quinto congresso del partito. In
ottobre si spostò a
Vienna.
Nel 1912 era stato inviato dal diffuso quotidiano
radical-democratico Kievskaja Mysl' nei Balcani, dove fu
testimone della guerra del 1912-1913, tragico prologo della
Prima Guerra Mondiale.
In quel periodo fu corrispondente di guerra per diversi
giornali. Le sue corrispondenze furono successivamente raccolte
nel volume Le guerre balcaniche 1912-1913 (1926).
- D'un tratto la guerra ci
rivela che procediamo ancora a quattro zampe e che non siamo
ancora usciti dal grembo dell'era barbarica della nostra
storia.
Con l'avvicinarsi della guerra
si spostò nella neutrale
Svizzera,
e quindi in
Francia.
Fu espulso dalla Francia e viveva a
New York
quando la
Rivoluzione Russa
(febbraio 1917) rimosse lo
Zar. Fece
ritorno in Russia nel
maggio
1917 dove
infine si unì ai
Bolscevichi
e divenne attivamente coinvolto nei loro sforzi per rovesciare
il
governo provvisorio
guidato da
Aleksandr Kerensky,
ed anzi ne fu tra i massimi dirigenti. Dopo la presa del potere
da parte dei Bolscevichi divenne
Commissario del popolo
per gli Affari Esteri, con lo scopo principale di negoziare la
pace con la
Germania
e i suoi alleati. Ma, ritiratosi dai colloqui (10
febbraio
1918)
nella speranza che i soldati tedeschi si ribellassero ai loro
ufficiali, ciò non avvenne e i tedeschi invasero il territorio
russo (18
febbraio), costringendo
l'Unione Sovietica a firmare l'altamente penalizzante
Trattato di Brest-Litovsk
il
3 marzo.
Trotsky successivamente rassegnò la sua posizione diplomatica e
divenne Commissario del Popolo alla Guerra. Come fondatore e
comandante dell'Armata
Rossa, fu ampiamente artefice
del successo contro l'Armata
Bianca e della vittoria nella
Guerra Civile Russa,
durante la quale decine di migliaia di persone vennero uccise in
Russia e in Ucraina, a seguito dei pogrom promossi dai Bianchi.
Stalin al potere